Salento Rugby

Da Aradeo al Mozambico, le maglie del Salento Rugby tornano in campo

Il materiale raccolto ad Aradeo ha raggiunto Maputo e oggi alcune delle divise del Salento Rugby vengono indossate dalle giovani rugbiste dei Lobos de Marracuene. Un viaggio nato dall'incontro con Magoanine e dalla solidarietà della comunità aradeina.

Qualche mese fa da Aradeo sono partiti scatoloni contenenti maglie, scarpe e materiale sportivo destinato al Mozambico. In questi giorni abbiamo ricevuto fotografie e testimonianze che ci permettono di raccontare che cosa è successo dopo.

Alcune maglie del Salento Rugby sono tornate in campo a migliaia di chilometri di distanza. A indossarle oggi sono le ragazze dei Lobos de Marracuene Rugby Club, in Mozambico.

È l’ultimo capitolo di una storia cominciata ad Aradeo con Wansati, cresciuta attraverso il rapporto con il Magoanine Rugby e proseguita con la raccolta di materiale sportivo che ha coinvolto la nostra comunità.

Da “Wansati” nasce il rapporto con Magoanine

Il primo appuntamento risale al 20 novembre 2025, quando il Salento Rugby e la Comunità Pastorale S. Nicola e S. Rocco di Aradeo organizzarono la proiezione gratuita di “Wansati – As flores do mundo”.

Il documentario racconta Augusta, Mariana e Crimilda, tre diciassettenni di Maputo, nei giorni che precedono il primo torneo di rugby femminile del Mozambico. Attraverso le loro storie emerge un rugby capace di offrire alle ragazze uno spazio di libertà, crescita e condivisione.

La serata permise anche alla comunità aradeina di conoscere più da vicino l’esperienza del Magoanine B Rugby, realtà che opera nella periferia di Maputo.

Alla proiezione fu affiancata una raccolta di materiale sportivo e contributi e, al termine dell’iniziativa, 19 chilogrammi di materiale partirono da Aradeo alla volta di Maputo.

Il rapporto nato attraverso Wansati non si esaurì con quella serata.

 

La raccolta continua con la Befana dello Sportivo

Il 6 gennaio 2026, in occasione della Befana dello Sportivo, Salento Rugby, ASD Calcio a 5 Aradeo e Scuola Calcio Aradeo coinvolsero nuovamente la comunità.

Accanto alle attività dedicate ai più piccoli fu organizzata un’altra raccolta di indumenti, scarpe, scarpette e attrezzature sportive, nuove o usate, da destinare al progetto in Mozambico.

L’idea era molto semplice. Materiale non più utilizzato qui poteva continuare a essere utile su altri campi.

Le testimonianze arrivate in questi giorni da Maputo ci hanno fatto comprendere ancora meglio quanto quella scelta potesse essere importante.

 

Quando una maglia può fare la differenza

A raccontarcelo è Irene Parise, presidente del Magoanine Rugby.

Una delle difficoltà incontrate nel corso degli anni riguarda proprio l’abbigliamento utilizzato dai ragazzi durante gli allenamenti. Nel rugby una maglietta può facilmente rovinarsi tra placcaggi, ruck e contatti di gioco.

In molte delle famiglie coinvolte nelle attività del club, però, sostituire un indumento strappato non è necessariamente semplice.

Irene racconta che diversi atleti provengono da situazioni socio-economiche difficili e che proprio le magliette rovinate durante gli allenamenti sono state motivo di preoccupazione per alcuni genitori. In qualche caso il rischio è che un ragazzo o una ragazza venga invitato a non tornare ad allenarsi per evitare di rovinare altri vestiti.

Per questo riuscire a mettere a disposizione un abbigliamento adatto alla pratica del rugby assume un’importanza molto concreta.

Come ci ha spiegato Irene, per alcuni può determinare «la possibilità di partecipare o meno».

Parole che danno una misura diversa al materiale raccolto ad Aradeo.

 

Da Maputo a Marracuene

C’è poi una parte della storia che abbiamo conosciuto soltanto adesso.

Tra il materiale arrivato a Maputo c’erano anche alcune vecchie divise del Salento Rugby. Quelle maglie sono state successivamente destinate ai Lobos de Marracuene Rugby Club, una realtà giovane che sta sviluppando la propria attività a Marracuene.

Irene ci ha raccontato che esiste un rapporto diretto tra le due esperienze rugbistiche e che nel progetto di Marracuene sono coinvolti anche giocatori provenienti da Magoanine che vivono nella zona.

Ed è così che le nostre divise hanno continuato il loro viaggio.

Non erano state raccolte ad Aradeo pensando a una destinazione specifica a Marracuene. Una volta arrivate in Mozambico, è stato chi vive quotidianamente quelle realtà a individuare dove potessero essere utili.

Oggi sappiamo dove sono finite.

 

Le ragazze di Marracuene vestono Salento Rugby

Le fotografie ricevute parlano da sole.

Le ragazze dei Lobos de Marracuene si allenano e giocano con le divise del Salento Rugby. Le immagini le mostrano sui campi mozambicani durante allenamenti e momenti di gioco, con i nostri colori e la scritta SALENTO RUGBY  visibile sulle maglie.

Tra il materiale ricevuto c’è anche la testimonianza dell’attività della formazione femminile Under 18, impegnata il 4 luglio 2026 contro il Mathemele Rugby Club.

Quando quelle divise sono state raccolte ad Aradeo non potevamo sapere quale sarebbe stato il loro percorso. Vederle oggi nuovamente utilizzate durante una partita di rugby, dall’altra parte del mondo, dà un significato molto concreto a quella raccolta.

Dal Marracuene ci è arrivato anche un messaggio di Bento, uno degli allenatori del club:«Voglio ringraziare il Salento Rugby per il materiale. Siamo molto felici per questa iniziativa dedicata ai Lupi di Marracuene. Abbiamo un lupo che ci unisce, speriamo che non finisca qui e che si possa andare avanti insieme».

 

Un lupo, anzi una lupa, che ci unisce

La frase di Bento contiene una coincidenza che ci ha colpito particolarmente.

La squadra di Marracuene porta il nome di Lobos, i Lupi.

Il Salento Rugby ha sede ad Aradeo, in provincia di Lecce, e la lupa è uno dei simboli più riconoscibili del nostro capoluogo, presente nello stemma della città.

Un richiamo che Bento probabilmente non poteva conoscere fino in fondo e che rende ancora più particolare il legame nato tra due territori così lontani.

Da una parte Marracuene e i suoi Lobos. Dall’altra il Salento e Lecce con la sua lupa.

In mezzo, una palla ovale e alcune maglie che hanno percorso migliaia di chilometri.

 

Un legame che vogliamo continuare a coltivare

Per il Salento Rugby, vedere oggi quelle divise nuovamente utilizzate sui campi del Mozambico rappresenta anche il risultato concreto di un percorso al quale hanno contribuito tante persone della nostra comunità.

«Vedere le nostre maglie indossate dalle ragazze di Marracuene ci riempie di orgoglio e soddisfazione – commenta Fabio Manta, presidente del Salento Rugby –. È un’immagine che racconta bene come nel rugby lo sport vada di pari passo con il sostegno reciproco. Siamo felici che quanto raccolto ad Aradeo abbia trovato una nuova vita e possa essere concretamente utile a ragazzi e ragazze che vogliono praticare questo sport.

Desidero ringraziare don Antonio Bruno, parroco di Aradeo, i cittadini e tutte le associazioni che ci sono state vicine e hanno contribuito a questa iniziativa. Questo risultato appartiene anche a loro. Il nostro impegno non termina qui. Continueremo a essere al fianco del Magoanine B Rugby e presto ci saranno nuove iniziative per dare continuità a questo rapporto».

«Se quelle maglie potessero parlare…»

Irene ha concluso il suo racconto con una frase che vale più di qualsiasi slogan:«Le tigri di Magoanine e i lupi di Marracuene vi ringraziano di cuore per il sostegno e la condivisione. Sappiate che il materiale offerto ha e vivrà molte altre vite. Anzi, se quelle maglie potessero parlare, ne racconterebbero delle belle…».

Qualcosa da raccontare, in effetti, quelle maglie ce l’hanno già.

Sono state indossate sui nostri campi, raccolte ad Aradeo, hanno attraversato il Mediterraneo e raggiunto Maputo. Da lì il loro viaggio è proseguito fino a Marracuene, dove oggi accompagnano altre ragazze durante allenamenti e partite.

Irene ci ha lasciato anche un invito. Se un giorno qualcuno di noi decidesse di raggiungerli in Mozambico, i loro campi da rugby ci aspettano. Magari, scherza, non saranno perfetti e allenarsi sulla sabbia vale come una buona dose di preparazione atletica, ma ospitalità e accoglienza non mancheranno.

Per il momento quel viaggio lo hanno fatto le nostre maglie.

E guardandole oggi sulle spalle delle ragazze di Marracuene, sappiamo che non sono semplicemente arrivate a destinazione.

Stanno ancora giocando.

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